Ieri alle 16 (ora Italiana) la Banca Centrale Canadese (BOC) ha aumentato i tassi di riferimento dello 0.25%.

Questa decisione ha colto di sorpresa i mercati, poiché gli analisti si aspettavano che i tassi rimanessero invariati. Nonostante l’inflazione in Canada si attesti al 4,4%, che è inferiore rispetto a quella europea e americana, sembra che l’andamento tendenziale abbia influito sulla decisione della Banca Centrale Canadese.

Ciò solleva interrogativi sulle prossime mosse della Federal Reserve (FED) e della Banca Centrale Europea (BCE) nelle loro prossime riunioni. Attualmente sembra che tutte le banche centrali, ad eccezione della Banca del Giappone, stiano agendo in modo coordinato nella lotta all’inflazione, anche a rischio di rallentare la crescita economica.

In questa situazione, sembra che le banche centrali vogliano anche accumulare “munizioni” aumentando i tassi di interesse, in modo da poterli ridurre in caso di una futura recessione che molti vedono come imminente.

Il dollaro canadese ha reagito apprezzandosi rispetto a tutte le valute, anche se non in misura significativa. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che, a partire dal 31 maggio, il dollaro canadese si era già rafforzato rispetto al dollaro americano, passando da 1,3650 a 1,3330. Questa valorizzazione potrebbe essere stata influenzata dall’aumento del prezzo del petrolio, dato che il Canada è un importante produttore di petrolio.

Dato questo contesto, potrebbe essere possibile un ulteriore apprezzamento del dollaro canadese, tuttavia, è preferibile aspettare che ritracci rispetto al dollaro statunitense fino a raggiungere almeno 1,3380/1,34 prima di adottare una posizione short.

Vedremmo il cambio USD/CAD come un “sell on rally” nel breve periodo.