Sono un trader da molti anni e, sebbene non sia un economista, tendo sempre ad interpretare i mercati finanziari risalendo alle cause che determinano il loro andamento. L’analisi dei fondamentali dell’economia è uno dei fattori cruciali in questo processo.


Venerdì scorso, 7 luglio, sono stati pubblicati i dati sull’occupazione statunitense, che hanno un impatto significativo sui mercati valutari e azionari.
Mi permetto quindi di fare una breve digressione: lo studio della fenomenologia economica non può prescindere dall’aspetto umano che la determina.
Fin dai suoi albori, si sono creati sistemi sempre più articolati per meglio regolare gli scambi di beni e servizi. La rivoluzione industriale, con l’avvento della produzione di massa, ha istituzionalizzato il concetto di forza lavoro, elevandolo a principale fattore di produzione insieme al capitale.
Questi fattori, in tutte le loro varianti e agendo in modo coordinato e sinergico, hanno creato i presupposti dei paradigmi dell’economia di mercato.

Questa breve premessa, sicuramente sommaria, ha lo scopo di enfatizzare l’importanza del fattore di produzione lavoro e di come venga costantemente monitorato nel suo andamento dai Governi e dalle rispettive Banche Centrali, poiché rappresenta uno dei principali indicatori socio-economici.
L’incremento dell’occupazione, così come il suo opposto, sono parametri sintomatici della salute di un’economia. Un aumento dell’occupazione è un segnale di maggiori consumi e, di conseguenza, di una maggiore necessità di produrre beni e servizi, contribuendo a un circolo virtuoso che porta alla crescita economica. Viceversa, in caso di decrescita e aumento della disoccupazione, si verificano effetti negativi.
Le Banche Centrali prestano molta attenzione a questo fenomeno, poiché influisce sulla politica monetaria, che a sua volta influenza il valore della moneta e l’andamento dei mercati azionari. Ecco perché, come trader, devo seguire e prestare attenzione ai dati sull’occupazione americana, noti come payrolls, che vengono pubblicati il primo venerdì di ogni mese.

Lo scorso venerdì, 7 luglio, l’occupazione è cresciuta meno del previsto (+209.000, rispetto ai +224.000 previsti), sorprendendo gli analisti. Tuttavia, è importante notare che il dato di giugno era stato eccezionale (+339.000) e che l’occupazione negli USA cresce ininterrottamente da maggio 2022. Inoltre, la media oraria degli stipendi è aumentata dello 0,4%. Complessivamente, i dati sono positivi e indicano una buona tenuta dell’economia.
La reazione iniziale dei mercati è stata una salita degli indici di borsa, ma successivamente hanno invertito la tendenza e chiuso in territorio negativo, con il Dow Jones a -0,50% e l’SP500 a -0,28%. Va segnalato che gli indici hanno chiuso la settimana in territorio negativo nel suo complesso. Forse i mercati interpretano questi dati come segnali di un “soft landing”?

Va fatto notare che le borse USA crescono ininterrottamente dall’inizio di marzo e forse si sta profilando una presa di profitto indipendentemente dai dati macro.
Anche il dollaro si è deprezzato rispetto alle principali valute. I mercati ritengono che la fase di aumento dei tassi possa essere in fase di decelerazione. Si prevedono altri due aumenti, ma poi il ciclo rialzista dovrebbe fermarsi. Questo è anche dovuto al fatto che sembra che l’inflazione stia iniziando a decrescere, seppur lentamente. Questo renderebbe teoricamente meno appetibili i titoli del tesoro americano e contribuisce al deprezzamento del dollaro.

Tuttavia, dobbiamo sottolineare che ci sono molte valutazioni da fare e ci troviamo in una situazione di grandi incertezze alimentate da situazioni geopolitiche di portata mondiale. Pertanto, è necessaria cautela nelle previsioni. Attualmente si naviga un po’ a vista e, per avere maggiori certezze su queste tendenze, dobbiamo attendere l’evolversi delle prossime settimane. A volte, dopo la pubblicazione dei dati payrolls, i mercati agiscono d’impulso basandosi su logiche speculative a breve termine.

Come trader, devo studiare i dati fondamentali dell’economia, sviluppare previsioni basate sull’analisi tecnica e sull’esperienza passata. Tuttavia, è importante ricordare che dobbiamo basare le nostre decisioni di trading su ciò che vediamo nei grafici, non su ciò che prevediamo possa accadere.

I trade what I see

Joe Ross